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 Info dal Governo: ATTENTATO BRINDISI: ORRORE ANCORA SENZA MOVENTE

InterrogazioniCANCELLIERI, IPOTESI TUTTE VALIDE. MANGANELLI, NON DAREMO TREGUA (degli inviati Matteo Guidelli e Paolo Melchiorre) (ANSA) - BRINDISI, 19 MAG - «Non ha senso, non ha senso». Nelle parole di un investigatore esperto, uno di quelli che da anni d… la caccia ai mafiosi - e spesso li prende - c'Š tutto lo sconcerto per un attentato che, a 12 ore di distanza, non ha alcun movente «credibile». Non ce l'ha per la criminalit… organizzata locale, perch‚, come dice il procuratore di Lecce Cataldo Motta, i mafiosi «cercano consenso sociale». È una bomba che scoppia davanti ad una scuola aliena ogni simpatia, se mai ce ne fosse, per certi soggetti. Ma al consenso puntano anche agli anarco-insurrezionalisti e dunque anche tentare di far ricadere le bombe di Brindisi in quel contesto Š, parole di inquirenti e investigatori, «ipotesi che purtroppo non possiamo ancora escludere al cento per cento ma assai azzardata». Insomma, l'esplosione davanti alla scuola 'Morvillo-Falconè Š un rompicapo che al momento gli investigatori non solo non hanno risolto ma faticano anche ad inquadrare. Dunque si fa come sempre in questi casi: si analizzano a testa bassa tutte le piste possibili - un'azione terroristica, un messaggio di un'organizzazione criminale che «alza il tiro» in risposta agli arresti dei giorni scorsi, un movente personale, un attentato sfuggito di mano a cani sciolti - e si va per esclusione. Allo stato, l'ipotesi pi— accreditata, resta quella della criminalit… organizzata.

Ma in che forme e con che modalit… Š tutto da capire. L'unica certezza, al momento, Š l'ordigno: tre bombole di gas collegate tra loro con fili elettrici, piazzate vicino al muro della scuola in un cassonetto per la raccolta differenziata della carta. Una bomba s rudimentale ma ad alto potenziale: chi l'ha messa ha preso in considerazione la possibilit… di uccidere. Anzi, forse l'obiettivo era proprio uccidere visto che il cassonetto dove erano posizionate le bombole - dicono sia il preside sia gli abitanti della zona - era sempre stato dall'altra parte della strada, decine di metri lontano da dove Š esploso. Molto pi— complicato stabilire cosa ha innescato l'esplosione. Ed Š su questo che si sta concentrando ora l'attenzione degli investigatori, perch‚ da come Š stata azionata la bomba si possono avere molte risposte. E le prime, non sono per nulla incoraggiati: non ci sarebbe traccia, come invece era stato ipotizzato in un primo momento, di un timer. Se cos Š, ragiona un investigatore, si deve escludere «l'errore», e cioŠ la bomba che scoppia prima - o dopo - l'orario stabilito. Ma c'Š di pi—: sembrerebbe che gli investigatori abbiano trovato ad una decina di metri dai resti dell'ordigno una sorta di scheda sim, per• non telefonica, un piccolo sistema elettrico. Gli accertamenti per capire di cosa si tratti sono in corso, ma Š evidente che se quella scheda ha a che fare con la bomba, allora non si pu• escludere che ad azionarla sia stato o un telecomando o comunque un sistema comandato a distanza. Dunque qualcosa che alza, e di molto, il livello dell'attentato. Le prime verifiche, inoltre, avrebbero escluso una voce che era circolata nel corso della giornata e cioŠ che sull'autobus c'era la figlia di un pentito. Anche le perquisizioni, scattate a tappeto, non avrebbero al momento dato esito positivo. In particolare le perquisizioni si sarebbero concentrate sui rivenditori di bombole di gas e su soggetti a loro vicini: controlli accurati, che a una prima verifica non avrebbero dato le risposte attese. Resta, invece, da chiarire un'altra circostanza: fino a 3 giorni fa, nel punto in cui Š stato piazzato il cassonetto, sostava un camioncino che vendeva frutta. Di quel mezzo si sono perse le tracce: c'Š chi dice che se ne sia andato per le troppe multe prese dalla polizia municipale ma, di fatto, gli investigatori l'hanno cercato e non l'hanno ancora trovato. Per cercare di capire chi possa aver agito, magari qualcuno arrivato da fuori, polizia e carabinieri hanno anche acquisito le immagini delle telecamere a circuito chiuso piazzate nel sottopassaggio della stazione, che porta da piazza Crispi a via Torpisana. Analizzeranno i filmati degli ultimi 20 giorni, per non lasciare nulla di intentato. Molto più interessanti, però, sembrerebbero le immagini registrate da una telecamera di un'attività commerciale nei pressi della scuola: dai quei frame, infatti, gli investigatori non escludono di poter avere elementi molto utili per capire chi ha posizionato le bombole e come. «È un fatto anomalo e complesso - dice il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, che a Brindisi ha incontrato gli inquirenti e gli investigatori, portando la solidariet… di Napolitano e Monti - certo colpisce che sia stata presa di mira una scuola intestata a Morvillo e Falcone. Ma bisogna essere equilibrati. Non si pu• pensare di militarizzare il territorio, serve pi— intelligence». Il ministro ha gi… inviato 200 uomini in pi— a Brindisi, 100 per il controllo del territorio e 100 per contribuire alle indagini, tra cui gli esperti di Sco e Ros. Lavoreranno tutti insieme con un solo obiettivo: prendere chi ha messo la bomba. «Non daremo loro tregua - sottolinea non a caso il capo della Polizia Antonio Manganelli - Li prenderemo e si pentiranno di questa nefandezza». Anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ribadisce che « sono aperte tutte le ipotesi» e bisogna ancora capire se «Š un crimine di stampo mafioso» o qualcosa che «mira a destabilizzare o a conservare la situazione esistente». Quel che Š chiaro, aggiunge, Š che «qualunque sia la matrice dell'attentato, si tratta di un atto terroristico nel senso che Š diretto a colpire persone innocenti e in maniera indiscriminata». «Provo orrore e raccapriccio - dice il ministro della Giustizia Paola Severino, che luned sar… a Brindisi per un vertice con la Cancellieri - Š un'azione ingiustificabile. Tutte le piste sono buone, ma al momento non abbiamo nessuna certezza». (ANSA). GUI-MP/BOS 19-MAG-12

BOMBA ESPLODE DAVANTI SCUOLA BRINDISI,MUORE STUDENTESSA ALTRE 6 FERITE. NAPOLITANO-MONTI,NO VIOLENZA.VATICANO,GESTO VILE (degli inviati Luisa Amenduni e Paolo Melchiorre) (ANSA) - BRINDISI, 19 MAG - Detriti, tanti detriti, quaderni e libri strappati che il vento non riesce a portare via, e poi quella parete annerita che copre tracce di sangue innocente: è l'inferno di via Galanti, dinanzi all'ingresso dell'istituto professionale per i servizi sociali, moda e turismo di Brindisi intitolato a Francesca Laura Morvillo Falcone. Nulla sarà più come prima in questa scuola dopo i due botti tremendi che hanno squarciato l'aria poco prima delle 7.45, portandosi via la vita di una studentessa di soli 16 anni, Melissa Bassi, ridotto in fin di vita una sua compagna di classe e coetanea e ferito altre cinque studentesse. Scene di panico impossibile da dimenticare per gli abitanti della zona, ma anche per chi in quei frangenti transitava casualmente nelle vicinanze della scuola. Come il conducente di una Fiat Punto che è stato solo sfiorato da un pezzo di una delle tre bombole di gpl usate come ordigno rudimentale per provocare la terribile esplosione. L'automobilista ha fermato la vettura ed è scappato, imitando gli altri passanti. Quando il fragore dei due botti, uditi anche a centinaia di metri di distanza, è rapidamente svanito, via Galanti non era più quella di prima. A terra giacevano i corpi straziati di un gruppo di studenti che attendeva di entrare a scuola, la maggior parte di loro pendolari arrivati poco prima con l'autobus dalla vicina Mesagne, il paese che ora piange la sua Melissa. Attorno solo scene di devastazione, mentre il frenetico andirivieni di ambulanze ha fatto subito capire a tutti che era accaduto qualcosa di tremendo, di inimmaginabile. Sconvolto per l'accaduto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che rinnova l'appello «alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva». Il capo dello Stato esprime il suo «profondo dolore» per la morte di Melissa e chiede un «rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile». Il premier Mario Monti, da Camp David, parla di un «atto senza precedenti» e avverte: «il governo intende avere la più grande fermezza e determinazione contro ogni tipo di criminalità e opera perchè il paese sia più che mai unito in questi momenti». Interviene anche il Vaticano. «È un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola - dice il portavoce padre Federico Lombardi - tutto il Paese deve reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche». Chi ha fatto esplodere quelle tre bombole di gas collegate tra loro con fili elettrici, nascondendole in un cassonetto per la raccolta della carta spostato appositamente vicino all'ingresso della scuola, sapeva che avrebbe potuto uccidere giovani vite innocenti. È questa una delle certezze più amare. Melissa si è trovata nel punto più vicino all'esplosione: è arrivata nel Centro ustionati dell'ospedale Perrino di Brindisi in condizioni disperate, è morta dopo oltre un'ora. Una sua compagna di classe, Veronica, lotta da dodici ore tra la vita e la morte; per salvarla i medici l'hanno sottoposta a due interventi chirurgici. Ora la ragazzina è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Degli altri studenti feriti, due sono ancora in gravi condizioni, ricoverati a Brindisi, ma la prognosi è riservata per tutti. L'esplosione è stata talmente forte che i detriti sono volati via, causando danni, anche a 200 metri di distanza. Tra i reperti catalogati dalla polizia scientifica sul luogo, anche alcuni effetti personali degli studenti coinvolti nell'esplosione, come un orecchino nero trovato a 100 metri di distanza dal cancello della scuola, appartenuto evidentemente ad una studentessa. Ma perchè colpire una scuola e i suoi ragazzi, sapendo di poter uccidere? E a chi appartiene la mano assassina? Mafia o criminalità organizzata, terrorismo emergente o un folle? Gli inquirenti - l'inchiesta, ancora ovviamente a carico di ignoti, è in mano alla Dda di Lecce (procuratore Cataldo Motta) e alla Procura di Brindisi (procuratore Marco Dinapoli e sostituto procuratore Milto De Nozza) - escludono al momento che il vero obiettivo dell'attentato potesse essere il Palazzo di giustizia, distante poche decine di metri dalla scuola. «Potrebbe non essere mafia» ha detto Motta, così come l'ipotesi di un gesto dimostrativo di qualche gruppo terroristico emergente urta con la realtà che fino ad ora l'attentato non è stato rivendicato. Se mano di un folle è stata, ha però programmato tutto. (ANSA). AME-MP/QA 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI:I FERITI, ABBIAMO VISTO LA MORTE 'SCENA APOCALITTICÀ. IL PRESIDE, VOLEVANO UCCIDERE (dell'inviata Luisa Amenduni) (ANSA) - BRINDISI, 19 MAG - Davanti agli occhi una scena apocalittica: lo dicono i feriti, lo raccontano passanti, ne parlano i soccorritori. Subito dopo l'attentato, avvenuto stamani davanti all'istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, l'aria che entrava nei polmoni era piena di polvere e per terra, sull'asfalto, c'erano ovunque detriti e zainetti bruciati e c'erano soprattutto i corpi delle ragazze, anneriti dalle ustioni. «Sono scesa dal pullman - ha raccontato, semi stordita dai sedativi, Selena alla madre - e mi sono sentita spingere con forza, pensavo di essere stata investita da un'auto, poi ero per terra e ho visto le mie amiche ustionate, tutte nere. Non le ho potute soccorrere. Sono entrata nella scuola e mi sono accorta che il mio pantalone stava bruciando, mi sono buttata acqua addosso, in faccia, ovunque». «Mia figlia - dice il padre di Selena, Vito Greco - ha ustioni di secondo e terzo grado sul viso e in settimana si decider… come operarla». E c'Š un altro pap… al capezzale della figlia, nel reparto di chirurgia dell'ospedale Perrino, che racconta: «Š tutta bruciata, mia figlia Š bruciata in viso, tolti i capelli, il corpo bruciato, le Š scoppiato il telefonino tra le mani. È viva per miracolo solo perch‚ mentre parlava al cellulare con il suo fidanzatino si Š allontanata dal gruppo». È disperata la mamma di Veronica e Vanessa, 16 e 19 anni. Tutte e due le figlie sono ferite ma la prima Š la pi— grave: lotta tra la vita e la morte nell'ospedale di Lecce, dove Š stata trasportata dopo i due interventi ai quali Š stata sottoposta nel 'Perrinò di Brindisi. «Speriamo, speriamo, speriamo che vada tutto bene», dice la donna, stretta nella sua giacca rosa, tremante come una foglia al vento. «Non si può vivere così, uno manda un figlio a scuola - dice la mamma di Selena, piccola piccola nel camice verde che le hanno dato per poter stare accanto alla figlia - e pensa che sia in un posto sicuro, invece...». Selena era l'amica più cara di Melissa, la studentessa 16enne morta in seguito alle ferite riportate nell'attentato. «Erano amiche per la pelle - racconta la donna - l'altro giorno era a casa mia e ora... peccato per quella piccina». Selena non sa della morte della sua amica e Selena ora non vuole pi— andare a scuola: «Ho visto la morte in faccia», ha detto alla mamma. Una cosa Š certa: chi ha colpito voleva uccidere. Ne Š «assolutamente convinto» il preside dell'Istituto Morvillo-Falcone, il professor Angelo Rampino. «Chi ha preparato un botto cos - dice - aveva le conoscenze per farlo. Tutto Š stato fatto per uccidere. L'orario era quello giusto, fossero state le 7.30 non sarebbe successo nulla di tutto questo». Hanno colpito i giovani, e i giovani, gli studenti, hanno risposto ovunque, scendendo nelle piazze. E a Brindisi gli studenti della scuola di Melissa sono saliti sul palco dove hanno parlato ministri e sindacalisti per esporre uno striscione con su scritto: «È una guerra tra Stato e mafia, ma le vittime siamo noi». «I giovani - dice Mino, quinta C dell'istituto - non vengono mai ascoltati, c'Š una mafia da combattere, una mafia che offende lo Stato e dall'altro lato c'Š uno Stato che non Š pi— formato da cittadini perch‚ i cittadini non hanno diritto di parola, perch‚ i giovani non possono parlare». (ANSA). AME 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI: MESAGNE, CULLA SCU E NUOVE LEVE MA PARE DIFFICILE ATTRIBUZIONE ESPLOSIONE A MAFIA PUGLIA (ANSA) - BRINDISI, 19 MAG - Le modalità di esecuzione, secondo gli esperti, rendono difficile l'attribuzione dell'attentato di oggi alla scuola brindisina 'Morvillo Falconè alla criminalità organizzata tanto più a quella pugliese, nata dalle ceneri della Sacra corona unita, disintegrata una decina di anni fa. Ma le forti valenze simboliche dell'attentato - a cominciare dal nome della scuola intitolata a 'Francesca Laura Morvillo Falconè, moglie di Giovanni Falcone - hanno fatto pensare inizialmente a un atto devastante dei criminali brindisini, in particolare di Mesagne: quelli che ancora una decina di giorni fa sono stati oggetto di una dura operazione delle forze di polizia con qualche decina di arresti per associazione mafiosa. Mesagne è stata la culla storica della disciolta Scu ma anche delle nuove leve della criminalità organizzata. Era infatti di Mesagne Pino Rogoli, ritenuto il fondatore della Sacra Corona Unita (Scu), la mafia salentina per antonomasia. L'organizzazione nasce nell'83 nel carcere di Bari dove è rinchiuso Rogoli. Viene fondata perchè i boss delle varie aree della Puglia vogliono fare affari da soli in tutta la regione, senza dover continuare a dipendere dai camorristi, o meglio, dalla Nuova camorra organizzata (Nco) di Raffaele Cutolo. L' organizzazione della prima Scu è verticistica e le regole che gli affiliati devono rispettare vengono imposte da un gruppo di capi. All' inizio degli anni Novanta, avviene la prima trasformazione: nasce la Nuova sacra corona unita (Nscu), molto più spietata della precedente. Non pratica solo rapine, estorsioni e traffici di armi e droga. Partecipa ad appalti per la costruzione di opere pubbliche e ha attività illecite «finalizzate all' arricchimento e al controllo di attività economiche e di settori della pubblica amministrazione». Sono questi gli anni più caldi. La Nscu sferra un attacco durissimo alle istituzioni, organizzando anche un attentato, fallito, alla questura di Lecce e uno al treno Lecce-Stoccarda, la notte dell'Epifania del '92: la bomba messa sui binari esplode poco prima del passaggio del treno. All' inizio del 1998 nasce la Sacra Corona libera (Scl). I vertici dell'associazione sono occupati dalle giovani leve della mafia salentina. «Persone senza scrupoli che seguono una politica di tipo gangsteristico-imprenditoriale», dicono gli investigatori. Poi comincia lo smantellamento dell'organizzazione con duri colpi inflitti grazie alle dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia, compresi alcuni potenti capiclan. Arriva così di fatto, la disgregazione dei vari clan nei quali frattanto si è articolata l'organizzazione mafiosa pugliese. Ma naturalmente non cessa l'attività criminale, che anzi ancora nella notte tra il 4 e il 5 maggio scorsi, proprio a Mesagne ha fatto saltare in aria con una bomba l'automobile del presidente dell'associazione antiracket di Mesagne, Fabio Marini. Attività estorsive, danneggiamenti, attentati e incendi a imprenditori e commercianti sono le attività precipue delle «nuove leve» dei clan, «i nipotini dei boss», li definisce il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, capo della distrettuale antimafia salentina. «Nuove leve», «emergenti» ancora collegati a capi storici della Scu, come i 16 destinatari di provvedimenti cautelari solo dieci giorni fa. (ANSA). ZG 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI:ESPERTO,FORSE ATTENTATORÈFAIDATÈ GEN. TERMENTINI, PER QUELL'ORDIGNO NON SERVE GRANDE TECNICA (ANSA) - ROMA, 19 MAG - Un «attentatore fai da te, che forse non si è nemmeno reso conto del potenziale di quell'ordigno rudimentale»: è l'opinione dell'ex generale del Genio Fernando Termentini, uno dei massimi esperti italiani di esplosivi e affini. «Non ci vuole una grande esperienza per fare quello che è stato fatto: basta un pò di fantasia e il ricorso a uno dei tanti manuali che ormai si trovano su internet», dice Termentini all'ANSA. «Non ho elementi di prima mano - premette l'esperto - ed è presto per avere certezze di qualsiasi tipo. Da quello che è emerso finora, però, si può ipotizzare un sistema di questo genere: un filo di gas che viene fatto fuoriuscire da una delle tre bombole e finisce in un contenitore di plastica attaccato, con dentro una lampadina senza vetro collegata al timer. Quando il timer dà l'impulso elettrico, il filamento incandescente della lampadina fa scoppiare il gas all'interno della bottiglia di plastica e quindi quello delle bombole. Non è difficile e l'effetto è dirompente». Un'impresa dunque che non sarebbe particolarmente complessa, da un punto di vista tecnico, ma che «espone a dei rischi: primio tra tutti quello di farsi vedere mentre si piazzano le bombole. Molto più semplice - continua Termentini - sarebbe stato ricorrere al classico esplosivo e detonatore: a mio avviso la mafia avrebbe fatto così». Riguardo, poi, all'esplosione avvenuta dieci minuti prima dell'ora indicata sul timer, secondo il generale «questo può semplicemente significare che il timer non era stato sincronizzato all'ora giusta o che era impreciso: un altro elemento che va nel senso della possibile fattura 'artigianalè, o 'domesticà dell'ordigno». (ANSA). SV 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI:PROF DI MELISSA,SCENA APOCALITTICA A SUSSIDIARIO.NET, 'MELISSA ERA DOLCE E AVEVA I CAPELLI ROSSÌ (ANSA) - ROMA, 19 MAG - «Sono arrivata pochissimi minuti dopo sul posto e mi sono trovata davanti a questa scena apocalittica. Ho preso una ragazza che era coperta di ferite, l'ho aiutata ad allontanarsi»: è la testimonianza di una insegnante della scuola Morvillo-Falcone, della classe di Melissa Bassi, la ragazza morta questa mattina nell'attentato di Brindisi, affidata al sito di IlSussidiario.net. «Melissa era bella, Melissa era dolce, e aveva i capelli rossi», ripete fra le lacrime la professoressa di italiano, che ha preferito restare anonima - riferisce il sito - «ma cose come questa non devono capitare a nessuno». «Oggi per me era il giorno libero, ma stavo andando a scuola lo stesso perch‚ avevo alcune cose da sbrigare - racconta -. Ero in bicicletta, mi trovavo sulla bretella che collega la strada principale a quella della scuola quando ho sentito questo botto terribile, questo scoppio». «Hanno voluto colpire le ragazze - aggiunge -: l'ora in cui Š stata fatta esplodere la bomba, il posto in cui Š stata messa, tutto pensato per uccidere. Quello dove si trovava l'ordigno era un punto di passaggio obbligatorio per le ragazze che arrivavano da fuori Brindisi, molte erano fuori sede e scendevano dal bus che le accompagnava per entrare in scuola passando di l. Hanno scelto il punto esatto, l'angolo obbligato dove dovevano passare, dove potevano fare il male». Non ha spiegazioni, l'insegnante di Melissa, ma si interroga, come tutti, su cosa abbia potuto spingere a un gesto così atroce. «Certamente non Š qualcosa che ha a che fare con il nostro istituto - commenta - le nostre ragazze sono tutte ragazze tranquille, non sono ragazze facinorose o magari impegnate in qualche schieramento politico. Niente di tutto questo, niente. Pu• essere opera di uno squilibrato che magari aveva conosciuto una delle ragazze, che voleva vendicare qualche torto...». Poi ci ripensa, in una lucida concitazione: «No, uno squilibrato non pu• mettere in atto quello che Š stato fatto oggi. Noi veniamo da l, dalla scuola, abbiamo visto il tabellone distante 500 metri dalla scuola completamente sventrato… Questa non Š una bomba che pu• fare uno squilibrato, tre bombole di gas congegniate in quella maniera… No, quella Š una ipotesi da scartare, non ci crediamo proprio, chi ha fatto questo Š certo uno squilibrato, ma uno che Š dentro a questo tipo di cose, uno che sa come fare e piazzare le bombe». Ora però ci sono le ragazze da aiutare, non solo quelle ferite nel corpo, ma anche quelle scioccate da quanto accaduto. «Sono tutte qui - diceva a poche ore dallo scoppio - stanno cercando di farsi compagnia alcune sono venute apposta a trovare le compagne. Noi docenti le stiamo aiutando». (ANSA). CNT 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI: STUDENTI, 'NON CI FERMERETÈ PROFUMO, NON ACCADA PIÙ. MARIA FALCONE, IN GIOCO LA DEMOCRAZIA (ANSA) - ROMA, 19 MAG - Proprio per oggi a Tuturano, una frazione di Brindisi, era previsto il passaggio della Carovana Antimafia che gira per diffondere la cultura della legalit… democratica, la conoscenza dei diritti, e per promuovere l'educazione popolare per una giustizia sociale. La Carovana è arrivata ma nessuno, fino alle 7,50 di stamattina, avrebbe mai immaginato in quale contesto di dolore, rabbia e sgomento. Tutta l'Italia, oggi, si è unita a Brindisi con sit in e manifestazioni per manifestare la propria vicinanza dopo l'attentato che ha colpito la scuola intestata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: in moltissime città sono scesi in piazza, davanti ai Comuni, gli studenti con fazzoletti bianchi e striscioni per avvertire che «qualsiasi cosa farete, non ci fermerete». «Siamo scossi, pieni di dolore e rabbia per ci• che Š accaduto», hanno detto gli studenti aderenti all'Unione degli universitari e alla Rete degli studenti che hanno promosso la mobilitazione. A Brindisi è arrivato in mattinata il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo e ha incontrato i presidi delle scuole della città. Il ministro ha anche inviato una lettera a tutti gli studenti italiani: «Colpire da vigliacchi una scuola è colpire l'Italia intera, perchè lì si forma il suo futuro - ha scritto, invitando i ragazzi a non aver paura di provare dolore e rabbia - perchè oggi sono naturali. Solo vi dico e vi chiedo di non cedere ad essi, pensando di essere soli. Non lo siete. Faremo di tutto perch‚ una cosa del genere non succeda mai pi—». Profumo, assieme al ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, è poi andato all'ospedale Perrino di Brindisi per far visita agli studenti feriti. «Lunedì - ha detto Profumo - bisogna tornare a scuola. Lo Stato deve vincere, non può perdere». Lo stesso concetto è stato espresso anche dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso. Per i sindacati della scuola quanto accaduto «è un passaggio terribile, un salto nella disumanit…. Non ci sono parole - hanno commentato i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Domenico Pantaleo, Francesco Scrima e Massimo Di Menna - di fronte ad una logica che prevede l'uccisione di ragazzi che vanno a scuola. Hanno colpito una scuola ed Š la prima volta che accade». Per condannare ogni forma di violenza ed esprimere la solidariet… di Roma alle vittime dell'attentato una manifestazione è stata organizzata anche davanti al Pantheon. «Invito tutti i cittadini a partecipare a questa manifestazione e a portare il tricolore - ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - in un momento come questo mettiamo da parte le divisioni e le strumentalit… politiche e manifestiamo uniti». Anche il Pd di Roma e l'Anpi hanno aderito all'iniziativa. A Palermo è stato invece organizzato nel pomeriggio un presidio davanti all'albero Falcone e una fiaccolata, stasera, di fronte alla scuola del quartiere Zen intitolata al giudice ucciso nella strage di Capaci. «È un colpo vigliacco, bisogna andare avanti, è in gioco la democrazia», ha detto Maria Falcone, commentando al suo arrivo all'albero Falcone i fatti di Brindisi. «Noi 20 anni fa non ci siamo fermati, non abbiamo avuto paura - ha aggiunto - Bisogna alzare la testa e dire alle nostre istituzioni che, chiunque sia stato, ci vuole massima attenzione». Fiaccolate di solidarietà e protesta sono state organizzate da nord a sud: volantinaggi e sit-in sono stati 'improvvisatì davanti ad alcune scuole in Toscana, i consigli comunale e provinciale di Pisa si sono riuniti nel pomeriggio in seduta comune all'aperto, nella centralissima Logge di Banchi nel centro storico, a Siena un presidio Š in programma alle 21.30, a Lucca una manifestazione Š stata fissata per il tardo pomeriggio. A Verona Cgil, Cisl e Uil chiamano i cittadini, le forze politiche e gli studenti a raccolta domani, dalle 11 a mezzogiorno, davanti ad una scuola in cui la Carovana antimafia è passata nei giorni scorsi. A Padova due le manifestazioni di solidarietà promosse oggi: una stamattina, poco dopo mezzogiorno, una seconda è in programma per questa sera davanti al Municipio. Manifestazioni a Genova (dove sono scese in piazza 700 persone), Savona, La Spezia, L'Aquila, Perugia, Fano, in piazza del Municipio a Napoli e in piazza della Scala a Milano, dove, nonostante la pioggia, 300 persone sono scese in piazza con bandiere e cartelli a sostegno delle persone coinvolte nell'attentato. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha disposto l'esposizione a mezz'asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell'intero territorio nazionale fino a luned 21 maggio. Cgil, Cisl, e Uil, con una posizione unitaria, hanno invitato a realizzare fiaccolate o sit-in davanti a tutte le Prefetture italiane nella giornata di mercoled 23 maggio, anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e della scorta. (ANSA). VR 19-MAG-12

ATTENTATO BRINDISI: LA RETE PIANGE 'PICCOLO ANGELÒ MIGLIAIA COMMENTI SU FB E TWITTER E DAGLI USA 'KILLED BY MAFIÀ (di Davide De Paola) (ANSA) - BRINDISI, 19 MAG - Sono passati pochi minuti dallo scoppio delle tre bombole di gas davanti all'istituto «Morvillo-Falcone» di Brindisi, ma su internet il triste rituale del dolore e della rabbia ha già avviato i suoi meccanismi: migliaia di post, su Facebook, condividono l'immagine sorridente di Melissa Bassi, mentre su Twitter prevalgono la rabbia e le domande sui mandanti e sulla «crudeltà» di una rete «sciacalla» della sofferenza. «Ciao piccolo angelo». «Addio» Melissa, «spero che tu possa trovare un mondo diverso dal nostro», recitano i commenti alle foto della studentessa uccisa: il profilo di Facebook è chiuso, ma le poche immagini visibili a tutti ritraggono la ragazza con le amiche di scuola e all'aperto, con migliaia di post, che si susseguono istante dopo istante. C'è chi ricorda il «piccolo angelo volato in cielo», con frasi accompagnate da «faccine tristi» e cuoricini, e chi crea nuove pagine (centinaia quelle comparse in ricordo fin dalla tarda mattinata) per ricordare Melissa, che da Mesagne andava a scuola Brindisi tutte le mattine. Dall'America alcuni utenti condividono le foto con la scritta «killed by mafia». Il social network diventa, ancora una volta, un gigantesco muro virtuale e planetario su cui ogni utente porta un fiore o un pensiero. Stesso copione anche su Twitter. I commenti sono migliaia: twittano anche Luigi De Magistris, Maurizio Lupi, Sabina Guzzanti ed Enrico Letta, ma il flusso è continuo per tutta la giornata. E dopo qualche ora dall'attentato compaiono anche i «tweet» dall'estero, in inglese e in francese. Ma sull'uccellino azzurro cambiano i contenuti. Al dolore si unisce una rabbia diversa da quella di Facebook. Più politica, più razionale. A volte più demagogica. Molti, tanti, chiedono la pena di morte per gli autori dell'attentato. Tantissimi invocano una giustizia celere e certa per «i vermi che se la sono presa con le bambine». Il «Popolo viola» posta le date dei presidi e delle fiaccolate in tutta Italia, ma l'obiettivo si sposta poi sulla politica e sulle «trame oscure», sui «servizi deviati» e su «una nuova strategia del terrore» che «porta indietro l'Italia di 20 anni». Molti utenti tirano in ballo Beppe Grillo e la sua frase sulla mafia che non uccide: «Chiedetegli se lo pensa ancora», oppure «ora chiedetegli da che parte sta», definendo, in generale una «cazzata» la sua frase sulla criminalità che «non ha mai strangolato» ma, aggiunge il popolo di Twitter, «mette le bombe». Ci sono strali anche per i giornalisti, che «rincorrono le foto delle ragazzine morte» e che fanno «pettegolezzi» sulle vicende di sangue «e non vero giornalismo», più in generale, sulla rete, c'è la rabbia della gente comune. «Vergognatevi - scrive Sergio su Facebook - vi auguro che i vostri figli, se mai ne avrete, facciano la stessa fine». Ma la frase forse più utilizzata, cominciando dal leader di Libera, don Luigi Ciotti, e probabilmente più significativa del «cuore della rete», è stata quella del giudice Antonino Caponnetto: «La mafia teme più la scuola che la giustizia». (ANSA). YR1-LSC 19-MAG-12




 
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"ATTENTATO BRINDISI: ORRORE ANCORA SENZA MOVENTE" | Login/Crea Account | 3 commenti | Search Discussion
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Milan (Voto: 1)
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Re: ATTENTATO BRINDISI: ORRORE ANCORA SENZA MOVENTE (Voto: 1)
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