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 Info dal Campidoglio: PARABOLA DEL SINDACO MARZIANO, DAI FORI AGLI SCONTRINI

Contatto con il territorioANSA-BOX/ Parabola del sindaco marziano,dai Fori agli scontrini
L'impegno conto Mafia Capitale poi "Pandagate",il Papa, i viaggi
   (di Domenico Palesse)
   (ANSA) - ROMA, 8 OTT - Dal "daje" della campagna elettorale
ad un mesto "me ne vado". La parabola, breve e convulsa, di
Ignazio Marino, sindaco marziano si spegne nel Dinnergate degli
scontrini di cene dichiarate "istituzionali". Eppure era nata
sotto l'egida di un rinascimento che Roma aspettava. Il sindaco
in bicicletta, il sindaco dei Fori pedonalizzati, il sindaco
outsider che doveva rilanciare la Capitale, e' finito accerchiato
dal suo stesso partito per un "affaire" di filetti e vini
pregiati.


E ora Marino lascia Palazzo Senatorio dopo appena 848
giorni e dopo neanche avere iniziato la "fase due", ultima
concessione di Renzi per rianimare l'amministrazione del
chirurgo. Tutto era nato nel giugno 2013 nel migliore dei modi,
con una vittoria netta su Alemanno (con il 63%) e la promessa ai
romani di "tornare a sognare". Il primo atto di Marino, allora
ancora in bicicletta poi abbandonata per la scorta, furono i
Fori senza auto. Una notizia che fece il giro del mondo e
restituiva l'idea di una Roma nuova. Poi anche in seguito ad
alcune incertezze, come le nomine subito ritirate per difetti
patenti, l'idillio con la citta' si affievoli' fino a precipitare
con i fatti di Tor Sapienza nel novembre 2014, l'assalto
razzista ad un centro di accoglienza in un pezzo di periferia
desolata, lontana dai Fori Imperiali. Quella fu la prima volta
di Marino in bilico. Poi arrivo' il Pandagate, le multe per il
permesso Ztl scaduto e per il divieto di sosta. Mai pagate e
pagate solo a scandalo avvenuto. Arrivarono cosi' i primi mal di
pancia di un Pd che di li' ad un mese venne travolto da Mafia
Capitale. Assessori, pezzi di amministrazione, il presidente del
consiglio furono coinvolti dal tornado della Procura di Roma.
Marino no, anzi, lui fu il baluardo contro il malaffare. Il Pd
serro' i ranghi. Orfini, nominato commissario di un partito
romano avvelenato, fece quadrato attorno al sindaco onesto e
antimafia che volle accanto a se' come super assessore il
cacciatore di mafiosi Alfonso Sabella.
   Arrivarono altri provvedimenti a loro modo storici nella
gestione della capitale: via i camion bar dei Tredicine dal
centro storico, stop alla discarica di Malagrotta del
monopolista Cerroni, norme ferree per i cartelloni pubblicitari,
guerra al tavolino selvaggio che deturpa Roma, giu' il lungomuro
abusivo di Ostia. L'idillio ritorna, si riaccende, sembra
funzionare. Poi arrivarono i viaggi. Per i detrattori del
sindaco, che intanto sembravano aumentare, quei viaggi sono
troppi e intempestivi. Polemiche sulle vacanze americane mentre
si lanciavano petali da un elicottero sul feretro di un boss
Casamonica a Cinecitta'. E soprattutto mentre il governo
decideva, sulla scorta dell'inchiesta Mafia Capitale, che si' il
municipio di Ostia andava sciolto ma il Campidoglio solo
"sorvegliato speciale". Giorni duri per Roma che resta alla
guida del vicesindaco Causi, chiamato da Renzi con Esposito e
Rossi Doria, a lanciare la fase due. Poi l'ultimo volo di Marino
in America, quello a Philadelphia per incontrare il Papa. Forse
l'ultimo viaggio da sindaco. Una trasferta segnata da polemiche
persino col pontefice ("non l'ho invitato io, e' chiaro?" disse
Bergoglio sollecitato) e dal Dinnergate. Tra cene sospette e
smentite di presunti commensali e ristoratori, l'atto di
"trasparenza", come lo ha definito piu' volte lo stesso Marino,
si e' trasformato invece in un boomerang letale. Ieri la mossa a
sorpresa di "pagare tutte le spese sostenute con la carta di
credito del Campidoglio" per mettere fine alle polemiche. Non e'
bastata. Almeno non al Pd. Ora Marino paga molto di piu'. (ANSA). ANSA-BOX/ Roma: il dopo Marino, commissario e voto a primavera
Dimissioni sindaco esecutive dopo 20 giorni. C'e' arma sfiducia
   (di Luca Laviola)
   (ANSA) - ROMA, 8 OTT - Con le dimissioni del sindaco Marino
in Campidoglio si apre la stagione del commissariamento con il
voto in primavera. Anche se, per legge, il sindaco ha 20 giorni
di tempo durante il quale puo' revocarle. A disciplinare tutta la
materia e' il Testo Unico sugli Enti locali (Tuel), aggiornato
dal Decreto legislativo 267 del 2000 che prevede tre strade in
una vicenda come quella del Campidoglio. Oltre all'addio del
sindaco, la mozione di sfiducia e le dimissioni della
maggioranza piu' uno dei consiglieri capitolini.
   DIMISSIONI SINDACO - Le dimissioni del sindaco diventano
esecutive dopo 20 giorni - lasso di tempo nel quale puo'
revocarle -; a quel punto scatta la procedura di scioglimento
del Consiglio comunale, con la sospensione di tutte le cariche
istituzionali. Viene nominato un commissario - del rango di
prefetto, nel caso di Roma - che porta la capitale alle
elezioni. Il voto avverrebbe in una domenica tra il 15 aprile e
il 15 giugno 2016, in base alla Legge 120 sulle elezioni negli
enti locali del 1999. A Roma ci sono i due precedenti delle
dimissioni da sindaco di Francesco Rutelli nel 2001 e di Walter
Veltroni nel 2008, entrambi per correre come candidati premier
nelle elezioni politiche.
   MOZIONE SFIDUCIA - Il Consiglio comunale puo' votare una
mozione di sfiducia al sindaco. Anche in questo caso
l'amministrazione decade, viene nominato il commissario e si va
comunque a nuove elezioni la primavera prossima. La mozione deve
essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri, senza
contare il sindaco, e viene messa in discussione non prima di
dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del
consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi dell'articolo
141, con decreto del presidente della Repubblica, su proposta
del ministero dell'Interno.
   DIMISSIONI MAGGIORANZA CONSIGLIERI - C'e' poi la possibilita'
delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali - la
meta' piu' uno - con scioglimento dell'amministrazione, nomina del
commissario ed elezioni. Tutta la procedura di scioglimento si
deve concludere entro 90 giorni. Lo scioglimento del Consiglio
comunale determina in ogni caso la decadenza del sindaco e della
giunta. I consiglieri cessati dalla carica per effetto dello
scioglimento continuano ad esercitare, fino alla nomina dei
successori, eventuali incarichi esterni.
   LA DATA SPARTIACQUE - Il commissariamento durerebbe invece
fino alla primavera del 2017 nel caso il sindaco si dimettesse e
l'amministrazione decadesse dopo il 24 febbraio prossimo. Si
voterebbe quindi nella primavera del 2017 a meno che il governo
non fissi per decreto una nuova tornata elettorale negli Enti
locali.
   IL PREFETTO-COMMISSARIO - Quanto all'ipotesi che sia lo
stesso prefetto di Roma Franco Gabrielli - che e' anche
coordinatore del Giubileo - ad essere nominato commissario,
questa non viene esclusa dalla legge, ma - sottolineano fonti
della prefettura - non e' mai accaduto in Italia e viene ritenuta
"impossibile". (ANSA).     LAL
08-OTT-15 20:07 NNNN
ANSA-BOX/ Roma orfana al Giubileo, Gabrielli corsa contro tempo
Da sabato aprono altri cantieri. M5s, la citta' e' nel baratro
   (di Paola Lo Mele)
   (ANSA) - ROMA, 08 OTT - Mancano esattamente due mesi
all'inizio del Giubileo. Ma Roma ormai, salvo colpi di scena, si
appresta ad affrontare l'Anno Santo orfana del sindaco Ignazio
Marino. Per il prefetto Franco Gabrielli, rimasto a questo punto
l'ultimo "baluardo" per organizzare al meglio l'evento - che
portera' in citta' milioni di pellegrini - e' gia' iniziata la corsa
contro il tempo. Gabrielli dovra' ora e a maggior ragione fare
leva sui suoi poteri di raccordo e coordinamento con il
Campidoglio, ormai destinato al commissariamento dopo l'addio di
Marino, e Regione Lazio.
   Sul fronte dei lavori programmati in citta' a rassicurare e'
stato il responsabile della Legalita' della giunta Marino,
Alfonso Sabella, che annuncia: "Quasi tutte le gare per le opere
pubbliche hanno avuto gia' l'ok dell'Anac, compresi i lavori per
il lato sinistro del lungotevere. Il meccanismo che abbiamo
disegnato per le gare sta funzionando in maniera perfetta.
Sabato 10 si apre il primo cantiere, a meno di un mese da quando
abbiamo avuto i soldi. Se non e' un miracolo, ci si avvicina
notevolmente. Ogni ora che perdiamo adesso sulla regolarita' di
queste opere sono anni che la citta' guadagnera' in futuro. In un
mese abbiamo concluso 30 gare e da lunedi' in poi sara' un aprire
di cantieri continuo".
   Ma le preoccupazioni che il Giubileo possa risentire della
caotica situazione politica e amministrativa della Capitale sono
reali. Compreso il fatto che il commissario che verra' chiamato a
reggere il Campidoglio potrebbe avere poteri limitati all'
ordinaria amministrazione. Il Pd, dopo le dimissioni di Marino,
si dice pronto ad assicurare "il massimo impegno per continuare
ad affrontare i problemi di Roma e per garantire la piena
riuscita dell'imminente Giubileo, occasione di rilancio della
citta', cui devono essere dedicate tutta l'attenzione e le
energie possibili, mettendosi a disposizione del futuro
commissario di Roma". Ma M5s attacca. "Renzi e il Pd sono i
responsabili numero uno della situazione che si e' creata a Roma
che, in vista del Giubileo, si trova ad essere una Capitale
senza sindaco. Roma e' nel baratro e la responsabilita' e' di Renzi
e del Pd", osserva il deputato M5s Alessandro Di Battista che
aggiunge: "ora al voto il prima possibile. Chiediamo ai
cittadini di metterci alla prova".
   Per la Coldiretti, che oggi ha promosso un convegno sul tema
Giubileo al Tempio di Adriano, "per il prossimo Giubileo sono
attesi a Roma 25 milioni di pellegrini per una spesa complessiva
stimata in oltre 5 miliardi di euro. Secondo una nostra stima
circa il 35% della spesa giubilare dei pellegrini andra' proprio
per il cibo". Insomma, su diversi piani, l'Anno Santo e' vissuto
dalla Capitale come un'occasione, che pero' - in caso di cattiva
pianificazione - potrebbe trasformarsi facilmente in un'arma a
doppio taglio per la citta'.(ANSA).     YJ4-RO
08-OTT-15 20:43 NNNN
ANSA-BOX/ Roma:giallo dimissioni, saranno presentate lunedi'
Causi smentito da presidente Aula.Per ripensarci tempo fino 1/11
   (di Domenico Palesse)
   (ANSA) - ROMA, 9 OTT - Ennesima giornata convulsa oggi in
Campidoglio, dove a tenere banco e' stato il "giallo" sulle
dimissioni del sindaco Ignazio Marino, annunciate ieri ma mai
realmente arrivate sul tavolo della presidente dell'Assemblea
capitolina, Valeria Baglio. Atto ufficiale dal quale poi
partiranno i 20 giorni previsti dalla legge per un eventuale
ripensamento del primo cittadino, come ha sottolineato lui
stesso nella lettera di dimissioni di ieri.
   Nel primo pomeriggio era stato il vicesindaco dimissionario
Marco Causi ad annunciare che le dimissioni di Marino erano gia'
state ufficializzate. "La presidente dell'Assemblea capitolina -
aveva detto - ha comunicato che le dimissioni sono state
protocollate. Quindi, i 20 giorni a disposizione del sindaco
Marino per confermare o ritirare le dimissioni scadranno il 29
ottobre". Dichiarazione smentita a stretto giro dalla stessa
presidente del consiglio comunale, Valeria Baglio. "Non appena
sara' depositata la lettera di dimissioni - ha spiegato - ne sara'
data comunicazione ufficiale".
   "Si e' trattato sicuramente di un problema di comunicazione",
dicono dai corridoi del Campidoglio, mentre il Movimento 5
Stelle tornava a chiedere "chiarezza" sulle dimissioni. "Anche
oggi pomeriggio siamo andati a verificare presso gli uffici del
Consiglio Comunale - ha affermato il capogruppo pentastellato in
Campidoglio, Daniele Frongia - dove ancora non risultano le
dimissioni del sindaco".
   Solo una nota in serata e' riuscita a risolvere il "giallo",
spiegando che "il sindaco di Roma, Ignazio Marino, formalizzera'
le sue dimissioni dall'incarico nella giornata di lunedi' 12
ottobre consegnandole nelle mani della presidente dell'Assemblea
capitolina, Valeria Baglio". Scatteranno cosi' i venti giorni nei
quali il primo cittadino avra' la possibilita' di confermare o
ritirare le dimissioni. Per farlo - spiegano dal Campidoglio -
avra' tempo fino al ventesimo giorno, quando il sindaco decadra'
automaticamente. Se dunque la lettera sara' a disposizione della
presidente Baglio lunedi', Marino avrebbe tempo fino all'1
novembre per ripensarci, poi dal 2 decadrebbe. (ANSA).     PD
09-OTT-15 20:03 NNNN
ANSA-BOX/ Pool salva-Roma,team commissari-super regia Giubileo
In arrivo dirigenti da altri Comuni, evitare paralisi citta'
   (di Luca Laviola)
   (ANSA) - ROMA, 10 OTT - Un commissario da solo potrebbe non
bastare per Roma, con il Giubileo alle porte e le elezioni in
primavera. Chi dovra' sostituire il (quasi) dimissionario Ignazio
Marino avra' bisogno di tutta una struttura che lo affianchi
nella gestione della macchina elefantiaca e problematica del
Campidoglio. E cosi' si ipotizza un pool salva-Roma, con diversi
sub commissari - gia' avvenuto in passato in casi analoghi nella
capitale - nel ruolo dei principali assessori dimissionari, ma
anche l'arrivo di dirigenti da altri Comuni per i dipartimenti
piu' delicati. Infine si pensa a un super regista per il
Giubileo, che si occupi solo del coordinamento dell'Anno Santo
straordinario, che sara' il prefetto Franco Gabrielli.
L'obiettivo e' evitare la paralisi della capitale d'Italia. Ma se
si e' trovata la cornice ancora la foto e' difficile sceglierla.
Fioccano i primi "no" ad eventuali proposte. Il piu' pesante e'
quello di Raffaele Cantone. "Sto facendo il presidente dell'Anac
e continuero' a farlo", garantisce Cantone declinando cosi'
possibili offerte da commissario o da sindaco. L'assessore
Alfonso Sabella invece e' meno perentorio: "valutero' per ora ho
avviato le procedure per rientrare in magistratura, sono e resto
magistrato"
   Sara' il Prefetto Gabrielli a scegliere il commissario,
d'intesa con il governo, destinato a confermarlo chiedendo un
decreto al presidente della Repubblica. Dalla prefettura si
sottolinea che dovra' essere affiancato da almeno 4-5
subcommissari. Una soluzione non menzionata nel Testo unico di
legge sugli Enti locali (Tuel), ma da tempo entrata nella
prassi, come conferma il professor Pietro Barrera, esperto di
Diritto amministrativo.
   Una possibile soluzione la indica Alfonso Sabella, magistrato
e assessore alla Legalita' uscente del Campidoglio, tra i
papabili per il posto di commissario e poi di candidato sindaco.
"Si potrebbe decidere di nominare, oltre al commissario e alla
sua squadra, tutti o molti degli attuali 14 presidenti dei
Municipi sub-commissari territoriali - dice Sabella - Alla fine
hanno ancora legittimita' di voto popolare e sarebbe utile a non
togliere ai cittadini punti di riferimento". I Municipi di Roma
sono 15 ma quello di Ostia e' gia' commissariato per mafia.
   "Un uomo solo, in questo caso un commissario solo, non puo'
gestire Roma, la macchina amministrativa e' troppo deteriorata",
aggiunge Sabella, la cui nomina avrebbe il vantaggio di una
buona conoscenza della stessa macchina. "Oltre al commissario ci
potrebbe essere una squadra anche non troppo ampia di
subcommissari - cinque o sei - dice il magistrato antimafia in
aspettativa - e poi una squadra di dirigenti mandati in comando
a Roma da altre amministrazioni". I dirigenti comandati da
altre amministrazioni servirebbero in sostanza a sorvegliare e
sovrintendere alla complessa macchina burocratica capitolina
sulla quale pende l'ombra di infiltrazioni, alcune gia' accertate
nell'inchiesta Mafia Capitale. Per il Giubileo, invece, "si
pensa ad una gestione separata, ovvero un altro commissario".
   Insomma quello che si teme e' un blocco burocratico al quale
conseguirebbe una paralisi della citta' con le municipalizzate
con i conti in rosso, un trasporto pubblico da riadeguare, la
raccolta rifiuti che incontra difficolta' e inefficienze e i
cantieri per il Giubileo che devono partire ora o sara' troppo
tardi. Per fare tutto cio' si pensa anche all'apporto dei
minisindaci che potrebbero essere trasformati in mini commissari
territoriali. Un'intera citta' commissariata e' l'ultima, estrema
carta per non dichiarare il fallimento Capitale.  (ANSA).     LAL
10-OTT-15 19:41 NNNN




 
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