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 IL FUTURO DEL CENTRODESTRA

Rassegna stampa
Alfano e Salvini «spezzano» Forza Italia = Tra Alfano e Salvini Forza Italia si spezza in due

Il leader di Ncd: «Caro Silvio un accordo sulla legge elettorale è possibile» Brunetta: «Se volete fare delle proposte prima dovete uscire dal governo»
I futuro del centrodestra Altano e Salvini «spezzano» Forza Italia • Continua il tira e molla tra le diverse anime del centrodestra sempre più spaccato. Da una parte Aliano che parla di accordo, dall'altra chi gli ricorda che per farlo deve uscire dal governo. De Leo e Rapisarda -> alle pagine 4 e 5 'Ï'à Aliano e SaMni Forza Italia si spezza in due II leader di Ned: «Caro Silvio un accordo sulla legge elettorale è possibile» Brunetta: «Se volete fare delle proposte prima dovete uscire dal governo» Ieri confronto tra Berlusconi e Toti sull'asse con il Carroccio e Fratelli d'H II leader della Lega: «Chi sogna II grande inciucio prende in giro gli elettoi

Il Tempo articolo di Antonio Angeli 15 novembre 2016


Da una parte Toti si fa il seine abbracciato con Salvini e conia Meloni, dall'altra Angelino Alfano fa un ragionamento che non fa una grinza: «Sulla legge elettorale penso che con Berlusconi ci sia la possibilità di un'intesa. Ed è bene cercarla non da parte dell'Ncd, ma da parte di tutta à area che oggi governa il Paese». Verso Forza Italia si tendono mani amiche. Il problema è: quale stringere? Certe tensioni, alle quali si aggiungono quelle con Stefano Parisi, fanno male, stanno frantumando il partito. Cosi ieri û «grande padre» Berlusconi hachiamato diversi a raccolta, per cominciare a rimettere a posto le cose: ad Arcore Giovanni Toti ha trovato ad attenderlo non solo il Cavaliere. C'erano Letta, Ghedini e Gonfalonieri. L'obiettivo è frenare la corsa di Toti verso la lega. È sbagliato agitarsi ora, dobbiamo rimanere uniti per il no al referendum, è la tesi che da tempo ripete il Cavaliere. Fino al 4 dicembre l'ex premier non èintenzionato aconsentire fughe in avanti: la carta Toti po trebbe servire per stringere un asse con il Carroccio; il ruolo di Parisi, invece, verrebbe speso come mediatore dopo la consultazione. Lo spartiacque è lalegge elettorale. Se non dovesse cambiare, questo il ragio namento di Berlusconi, allora il centrodestra dovrebbe presentarsi unito. Ma ormai si punta sempre di più sul proporzionale ed è in corso una trattativa riservata con il Pd e conAreapopolareper le modifiche all'Itali cum. Anche se vincerà il si. La proposta fatta pervenire da Ap a FI prevede un mix tra due diversi sistemi e propone una soglia di sbarramento dell'8%. L'offerta di Alfano di riunire i moderati per il momento torna al mittente. «È nel governo e vota si al referendum», taglia corto Brunetta. Lo schema della «grande coalizione» però è affascinante e potrebbe riproporsi dopo la consultazione. Strada che Salvini considera sbagliata: il leader del Carroccio e i «trumpisti» so no pronti a scendere in piazza se Renzi, vincendo il no, decidesse di non dimettersi. «L'Italia sarà stabile indipendentemente dall'esito del referen dum», assicura Parisi. Il clima è rovente, «Noi non daremo a Salvini alcuna investitura», è la linea di Berlusconi, che però nonvuolescomunicarelapiazza di Firenze e invita Parisi a smorzare i toni. «A gennaio la resa dei conti», è la previsione dentro FI: il convincimento dei fedelissimi del Cav è che il progetto diparisi sarà sostenuto dal presidente azzurro, ma il timore è che la rottamazione non potrà che essere ampia. Una prospettiva che non piace a nessuno.

VITTORIO SGARBI «Parisi un fenomeno? hi miniatura tipo Bertolaso» Antonio Rapisarda • Vittorio Sgarbi. Leiha detto di essere un po' «trumpino», un po' «grillino». Parisiano per nulla? «Parisi è un fenomeno cosi.. .una miniatura. Ecco.» Addirittura. «È il nuovo Bertolaso. Si sa, Berlusconi ogni tanto si alza la mattina... Parisi è l'evoluzione genetica di Bertolaso». Destinato a infrangersi sulla diatriba tra leader? «Forza Italia è tetragona. È chiusa in un fossile in un cui il miglior esponente è Toti che infatti va con Salvini. Gli altri rimangono Ti, con i voti di Gasparri, di Brunetta, di Gelmini. Un mondo che nel nome di Berlusconi prenderà ancora 1'8, il 9%. Parisi non aggiunge ne toglie niente. Chi ne approfitta di questa confusione? «Renzi è il vincitore. Renzi, del resto, vince anche se perde»

. FABRIZIO SANTORI (Fratelli d'Italia) «Dalla piazza di Firenze proposte interessanti» • Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia. Parisi invita tutti a mollare la Lega. «Assolutamente no. Bisogna unire il centrodestra, anche perché le proposte che arrivano dalla piazza di Firenze sono interessanti. Adesso ognuno deve fare la sua parte: escludere è deleterio. Non fosse altro perché ce lo chiedono gli elettori». Perché a suo avviso l'ex candidato sindaco di Milano ha infranto la sua stessa coalizione? «Questo bisognerebbe chiederlo alui. Penso che sia utile confrontarsi sulle tematiche e anche sulla leadership. Ma è inutile fare polemiche sterili che di fatto allontanano parte dell'elettorato. Insomma, se non vogliamo vedere un confronto esclusivo traRenzi e il Movimento 5 Stelle, con un centrodestra totalmente escluso, bisogna mettere da parte questa vena polemica e rilanciare la coalizione».

A.R. ANGELO ATTAGUILE (Lega) «Questa frattura non fa bene soprattutto a Forza Italia» • Angelo Attaguile, deputato della Lega e segretario di Noi con Salvini. Quale Forza Italia vi augurate: quella che era con voi a Firenze o quella rappresentata da Stefano Parisi? «Naturalmente la Forza Italia che era in piazza con noi aFirenze, con diversi parlamentari tra cui la Santanché, guidati da Toti. D'altronde Matteo Salvini l'aveva preannunciato che chi non fosse stato presente alla manifestazione di Firenze, mettendoci la faccia, non avrebbe trovato spazio dopo». La spaccatura interna agli azzurri vi riguarda? «Questa spaccatura intema a Forza Italia non giova innanzitutto a Forza Italia, giova invece a Matteo Salvini affinchè si faccia chiarezza. Giova a Renzi? Nonpenso, perchéquesta eventuale alleanza con i forzisti di Parisi non favorirà un percorso coerente per il centrosinistra. Servirà piuttosto a Salvini per portare avanti serenamente il programma di una forza populista, "trumpista"».

A.R. GIUSEPPE SCOPELLITI (Azione Nazionale) «Ci sono spazi enormi che possiamo occupare» • Giuseppe Scopelliti, ex governatore della Calabria ed esponente di Azione Nazionale. Sul 5 dicembre il centrodestra si è letteralmente spaccato. «È un errore oggi parlare del5 dicembre. Adesso c'è la necessità di convergere tutti sul "no" visto che non c'è stata la capacità di fare sintesi in questo ultimo anno e mezzo: con un centrodestra alla deriva forse era più opportuno evitare una discussione del genere». Facciamo che siamo arrivati al 5 e che abbia vinto il «no». «Vedremo chi vuole andare in soccorso di Renzi, se c'è qualcuno nel centrodestra che intende fare il crocerossino. O se invece il centrodestra si compatta per avviare la stagione delle primarie andando a individuare il nuovo leader eñe, domani, dovrà guidare questa coalizione alternativa al centrosinistra». Voi che ruolo vi ritagliate? «C'è uno spazio enorme tra Salvini e Parisi».

A.R. MARIO BORGHEZIO (Lega) «fl carroccio è un treno E viaggia molto veloce» • Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord. Parisi dice: con la Lega ci schiantiamo. Che cosa risponde? «Dico che la Lega è un tren o che avanza ad alta velocità. Parisi mi sembra navigare su una barchetta di quelle che si affittano sulle spiagge. Escludo che ci sia la possibilità di competeré. Non lo vediamo nemmeno». Che senso ha dividersi a poco dal redde rationem con Renzi? «C'è da domandarsi questo: a chi giova il lavoro che sta facendo Parisi? Visto che i risultati mi sembrano più che modesti, per non dire peggio. C'è da domandarsi quale sia il fine di chi lo avalla, di chi þ sostiene. Come mai tarda a rendersi conto che svolge un'azione politica di nessuna importanza». Ce l'ha con Berlusconi? «Di Berlusconi non dobbiamo mai dimenticare che nella fase prorompente del suo ingresso in politica è stato un pre-Trump».

A.R. FRANCESCO STORACE (La Destra) «Tutto si riduce a screzi Ricreiamo una politica» • Francesco Storace, leader de La Destra. Due entità - quella trumpista e quella cosiddetta parisiana - si contendono lo spazio del centro
destra... «Un attimo. Perché mi chiede del centrodestra. Noi ne siamo stati espulsi, non lo sa?» Magari lei ha la "colla" per rimettere assieme i cocci. «Francamente non ho capito che cosa c'è. Perché tutto si riduce sempre a screzi e poi a ricomposizioni; con il rischio, per loro, che l'elettore possa non più. Manca una destra in realtà in Italia. Domenica parleremo anche di questo all'Adriano^quiaRoma». È utile questa polemica tra Parisi e Salvini? «Una volta è colpa di uno, un'altra dell'altro. Non è che mi metto a fare il giudice. Io ho tatto l'imputato e sono stato sempre assolto. Diciamo che è un favore a Renzi».

A.R. MARCELLO DE ANGELIS «Dobbiamo riappropriarci della sovranità nazionale» • Marcello deAngelis, scrittore, giornalista ed exparlamentare. Stefano Parisi ha confermatoTo strappo: il centro si separa dalla destra. A nome di chi paria? «L'indicazione di Parisi come "commissario" è un segnale chiaro: non lasciare spazio a velleità di leadership tra i big di FI e lasciare aperto un canale con Renzi. In quest'ottica, sottolineare una distanza radicale dalla destra diventa un'esigenza». Per andare dove? «Le categorie centrodestra e centrosinistra vanno archiviate. Renzi non è di sinistra e Berlusconi non è di destra. Entrambi mirano a ricostituire un "Centro" che garantisca la gestione del potere in Italia e tenga a bada Grillo». La destra - da Meloni e Salvini - come deve reagire a tutto questo? «Rappresenta tutte le spinte di riappropriazione della sovranità popolare e dell'indipendenza nazionale».

A . R . FRANCO MUGNAI (Fondazione An) «L'importante per tutti è condividere i valori» • «Prima cosa: dire No al referendum, contro una riforma sbagliata. Se la Costituzione va modificata, deve essere fatta non solo in un clima di condivisione, ma anche con un obiettivo migliorativo». È la riflessione di Franco Mugnai, presidente della Fondazione An. Poi? «Pensare al programma, dobbiamo ritrovarci sui contenuti. Difendere il lavoro contro il capitale anonimo, l'economia reale contro la speculazione finanziaria, difendere il significato vero della famiglia, credere in un'Europa davvero politica. Si può costruire un percorso unitario su tutti questi argomenti». Rimarrebbe, comunque, il problema della premiership. «È una questione che mi preoccupa meno: quando hai un percorso coeso dal punto di vista valoriale e programmatico, è più semplice risolvere ilproblema di chi ti guida, perché sarà chi meglio rappresenta questa visione organica della società».

P.D.L. NUNZIA DE GIROLAMO (Forza Italia) «Riportare ordine nel caos C'è solo un Berlusconi» Pietro De Leo • «C'è un caos generalizzato, non solo all'interno del centrodestra. Sono spaccati persino i grillini, che erano il 'non partito' per eccellenza. Il Pdnon ne parliamo. Unafase di riassestamento del quadro politico comporta una crisi di ciò che c'era prima». È l'analisi di Nunzia De Girolamo, deputata di Forzaltana. Dobbiamo dire addio alla coalizione di centrodestra? «Non intendo questo. Ma che il centrodestra deve rideterminarsi. Le alleanze si sono sempre fatte attraverso i nomi, mentre ora dovrebbero essere fatte attraverso le idee». Nella 'rideterminazione' le primarie hanno un ruolo? «Si parla tanto di primarie, ma mai delle loro regole. E c'è sempre il rischio di fare la fine della sinistra. Mi pare una grande illusione e lo è anche tirare sempre Berlusconi per la giacchetta, come stanno facendo da Salvini alla Meloni fino a Toti, Parisi e persino Alfano. Di Berlusconi ce n'è uno».

ANDREA AUGELLO (Idea) «Inutile candidarsi leader di qualcosa che non c'è» • Senatore Andrea Augello. Con chi andrebbe in piazza, con i "trumpisti" guidati da Salvini o con i "centristi" dì Parisi? «Non andrei da nessuna parte. Voglio semplicemente sperare che queste persone si rendano conto che con questo tipo di toni e impostazione abbiamo già massacrato il centrodestra per diversi anni e abbiamo già sùbito a Roma una punizione che non ci era mai capitata: non andare nemmeno aloallottaggio». Soluzioni? «Intanto se n
e esce con una mentalità meno autoreferenziale. Non credo che sia normale, nel bei mezzo di una campagna per il referendum, che si faccia una manifestazione a Firenze per autocandidarsi a leader di una coalizione che non c'è e non credo che sia utile rispondere con un segno di uguale immaturità dichiarando una rottura. Rottura che peraltro non c'è nei fatti: mentre ci si sfida con queste roboanti sciabolette, Lega. Forza Italia e Fdl governano insieme comuni e regioni».

A.R. FRANCESCO PAOLO SISTO (Forza Italia) «Abbiamo l'asso nella manica Si chiama Silvio, è il collante» • «Non è certo questo il primo momento in cui il centrodestra affronta una fase, anche aspra, di confronto interno». La pensa così Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e coordinatore del partito per la provincia di Bari. I toni, ora, sembrano essere più aspri. «Non direi. Ricorda nel 2007 Sembrava che le forze del centrodestra dovessero andare ognunaper sé, poi cadde il governo Prodi e nei 2008 vincemmo le politiche». Adesso come se ne esce? «Abbiamo un collante: Berlusconi. Il suo feeling con gli elettori è rimasto solido. Lo dimostra il fatto che, non appena è sceso in campo per il No, il vantaggio sul si ha visto un netto rafforzamento. Saprà lui trovare la quadra adatta nella coalizione». Quindi primarie, ..congressi.. .tutto prematuro? «C'è un referendum da vincere, e non è un discorso di 'accademia politica': con il No si salva la democrazia ».

P.D.L GAETANO QUAGLIARELLO (Idea) «Confrontarsi subito su un programma chiaro» • «II centrodestra è plurale e questo è un dato». A parlare è Gaetano Quagliariello, senatore di Idea. «Detto questo, però, va riconosciuto che non esistono motivi per rimanere divisi, e lo suggerisce la scena internazionale. Ora serve ricostruire una comunità e fissare delle regole al suo interno». Significa primarie per candidato premier? «Bisogna capire quale leadership serve, e questo dipenderà dal contesto istituzionale, dalla legge elettorale». Quindi prima occorre attendere il referendum e il destino deÙ'ItaUcum? «Sì. Ma c'è anche un altro tipo di lavoro da fare: mettere in campo un programma chiaro, una serie di proposte condivise e che rappresentino un punto di sintesi. Fisco, Europa, lavoro, immigrazione, sono i problemi del tempo che viviamo e su questo possiamo anche avere sensibilità diverse, ma la proposta che poi si sottopone agli italiani deve essere una».

P.D.L. CARLO GIOVANARDI (Idea) «Abbiamo affrontato dissidi peggiori» • «Divisioni? Quando nel 2000 partecipavamo alle riunioni con la Lega per riunire la coalizione, la situazione di partenza era ben peggiore di questa. Nel '96 Berlusconi e Bossi si erano scambiati attacchi violentissimi». Lo racconta Carlo Giovanardi, Senatore di Idea, Popolo e Libertà. «Le componenti del centrodestra insieme vincono, altrimenti no e dubito che qualcuno desideri suicidarsi. Ma c'è un'assente, la democrazia». Primarie? «Se non ci fossero state, Trump non avrebbe mai vinto. Io dico questo: se non c'è l'accordo, si facciano. È chiaro che io, nello scenario, mi senta più vicino a Parisi che a Salvini. Ma è giusto che le varie anime si confrontino». Quindi non siamo al punto di non ritorno. «No, vedremo che succede, quale sarà la legge elettorale.Perchè se torna il proporzionale, allora le primarie si fanno alle elezioni, e chi ha più voti esprime il presidente del Consiglio».

P.D.L. ANTONIO D'ALI' (Forza Italia) «Gli estremisti non possono essere la forza trainante» • Antonio D'An, senatore di Forza Italia. È pronto, come sostiene Parisi, a fare meno della Lega? «Penso che Parisi intendesse dire che non si va da nessuno parte a rimorchio della Lega. È chiaro che in un'alleanza di centrodestra occorrono tutte le componenti ma l'appendice più estremista non può pensare di fare da traino. Questo da vent'anni a questa parte è Forza Italia: non si può prescindere dalla sua centralità che in grado di catalizzare sensibilità che con l'estrema destra da sola non verrebbero». Questo dibattito non doveva essere fatto
il giorno dopo il referendum? «È un dibattito sterile. Qualcuno cerca di alimentare la polemica dentro e fuori Forza Italia e questo non è di certo Parisi. Per il momento ci si deve concentrare sul "no". Se dovesse vincere questo vedrà che le cose saranno completamente diverse».

A.R. CINZIA BONFRISCO (Cor) «Parisi è óþòî giusto per sfidare la sinistra» • Cinzia Bonfrisco, presidente dei senatori di Cor. Che cosa si sente di dire a Stefano Parisi? «Parisi è l'uomo che ha condotto il centrodestra a Milano aun testa a testa con la sinistra. Ha mostrato che uniti evidentemente si può vincere. Continui a essere colui che può unire, perché di chi vuoi dividere ne abbiamo già troppi». Questa polemica «di coalizione» era proprio necessaria davanti a un Renzi in bilico? «No, affatto. Anzi sta producendo un effetto paradossale. A poche settimane dal referendum èia sinistra che arriva in ginocchio. Spiace che per gli errori di qualcuno a Padova si sia prestato il fianco a chi invece vorrebbe vedere il centrodestra diviso». L'asse generazionale - Meloni, Salvini, Toti e Fitto - sarà la ricetta buona dal 5 dicembre? «Resto legata a uno schema di centrodestra che ha solo bisogno di aggiornare la proposta ai cittadini».

A.R. LICIA RONZULLI (Forza Italia) «La frattura? hi realtà è un problema che non esiste» • Tra Forza Italia e Lega, «onestamente non vedo alcuna rottura». Paria Licia Ronzulli, componente del comitato di presidenza di Forza Italia. Pero c'è un problema di premiership: le primarie possono essere utili? «La leadership non è un problema, ma un' occasione di confronto fra idee e persone. Non è l'urgenza del momento: fino ai 4 dicembre dobbiamo tutti concentraci per il NO al referendum. Sulle primarie, se sono quelle della sinistra, taroccate e senza regole, allora meglio lasciar perdere, sicuramente però dovrà essere il popolo a scegliere il proprio candidato premier. Ma molti dimenticano una cosa molto importante: la Cedu di Strasburgo, come tutti crediamo e ci auguriamo, potrebbe riconoscere quanto prima che il Presidente Berlusconi ha subito una condanna ingiusta. A quel punto cambierà tutto».

CENTRODESTRA: BERLUSCONI FRENA PARISI E SALVINI, NO AMBIZIONI PERSONALI =
      Cav rivendica leadership, sono in campo per tornare a vincere,
nessuno pensi di fare a meno di me

      Roma, 15 nov. (AdnKronos) - Stanco del teatrino delle schermaglie e
delle ambizioni personali, Silvio Berlusconi mette in riga tutti. Le
fughe in avanti di Giovanni Toti, Stefano Parisi e Matteo Salvini non
gli sono andate proprio giù. Nel giorno in cui rafforza l'offensiva
mediatica per lo sprint finale della campagna referendaria per il No,
il Cav fa sentire forte e chiara la sua voce per bacchettare chi in
queste settimane ha alzato troppo i toni, autoproclamandosi leader del
centrodestra che verrà e sollevando polemiche inutili.

      Nessuno può fare i conti senza di me, sono in campo per tornare a
vincere, sarebbe stato in sintesi il messaggio recapitato a chi
scalpita e pensa di fare a meno di lui. Una mossa per riprendersi il
partito e serrare i ranghi in vista del 4 dicembre. Anche agli occhi
di Matteo Renzi e di Beppe Grillo. A Toti, convocato ieri sera ad
Arcore per un chiarimento dopo le tante uscite 'filosalviniane', l'ex
premier avrebbe detto che c'è spazio per tutti, e questo clima di
scontro non giova a nessuno.
 Stesso concetto ribadito anche alla Lega, suo alleato
storico, e a Mr Chili, l'uomo scelto da Berlusconi per 'rigenerare'
Fi. Ai microfoni di Radio anch'io Berlusconi striglia il leader del
Carroccio (''Tutti i partiti che fanno parte del centrodestra sanno
che se rompono la coalizione si condannano all'irrilevanza") e non
risparmia nemmeno Parisi (''Sta cercando di avere un ruolo nel
centrodestra, ma avendo questa posizione di contrasto con Salvini
credo che questo ruolo non possa averlo").

      Il 'rimbrotto' rivolto all'ex manager sorprende molti azzurri, visto
che nei giorni delle 'intemerate' di Salvini, sembrava che il Cav
fosse schierato con Parisi, ma non meraviglia chi conosce bene l'uomo
di Arcore. L'intervento di oggi del presidente di Fi, raccontano, è
dettato da un solo proposito: quello di rivendicare la propria
leadership e il ruolo di king maker per il futuro.

 CENTRODESTRA: BERLUSCONI, PARISI NON AVRA' RUOLO SE SCONTRO CON SALVINI =

      Roma, 15 nov. (AdnKronos) - Tra Parisi e Salvini "non ci sono rotture
definitive, ma scontri personali. Parisi sta cercando di avere un
ruolo nel centrodestra, ma avendo questa posizione di contrasto con
Salvini credo che questo ruolo non possa averlo". Lo dice Silvio
Berlusconi ai microfoni di Radio anch'io, parlando delle frizioni che
agitano il centrodestra.

      Il Cavaliere assicura: "Noi stiamo costruendo un'alternativa vera,
senza fare rottamazioni di cui non abbiamo bisogno," anche alla luce
"dell'incapacità grillina di proporsi come alternativa di governo".


  CENTRODESTRA: SALVINI, PARISI? NON COSTRUISCO FUTURO CON VERDINI E ALFANO =

      Roma, 15 nov. (AdnKronos) - La possibilità di un accordo per il
programma di centrodestra con il 'federatore' Stefano Parisi? "No. Con
gli amici di Alfano, Verdini e Cicchitto non si costruisce il futuro
del Paese". A stroncare ogni ipotesi di accordo è Matteo Salvini,
parlando con i cronisti a Montecitorio a stretto giro dalle
dichiarazioni di Silvio Berlusconi stamani a Radio anch'io.

--CENTRODESTRA. SALVINI: PARISI? NON PERVENUTO


(DIRE) Roma, 15 nov. - "Parisi per me non pervenuto". Matteo
Salvini commenta cosi', interpellato dalla Dire, la dichiarazione
di Silvio Berlusconi secondo il quale se Stefano Parisi
continuera' a litigare con lo stesso Salvini non potra' essere
leader nel centrodestra.

Centrodestra, Storace (La Destra): bruciato pure Parisi
Lo ha fatto Berlusconi

Roma, 15 nov. (askanews) - "Se Parisi litiga con Salvini non può
avere ruolo nel centrodestra. Lo dice Berlusconi. Bruciato pure
questo". Lo scrive in un tweet Francesco Storace, segretario
nazionale de La Destra.

Centrodestra, Alfano: Parisi ha fatto flop
"Non è federatore né leader Fi e non fonda partito"

Roma, 15 nov. (askanews) - "Parisi non fonda un partito, ha fatto
flop come federatore e non può fare il leader di Forza Italia".
Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Radio
Anch'io.

"Parisi il federatore non può farlo - ha spiegato - perché i
potenziali federati hanno detto che non vogliono essere federati
da lui, il leader di Forza Italia non lo può fare perché il posto
è saldamente occupato da Berlusconi e un nuovo partito non ha la
forza di fondarlo".



 
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