LA CHIESA NON SI SCHIERA MA...
Data: Wednesday, 22 March @ 13:07:04 CET
Argomento: Contatto con il territorio


VALORI E POLITICA
Sebastiano Teramo

NEL CORSO della campagna elettorale i toni del dibattito politico si fanno più accesi e più coloriti del solito, a volte anche urlati ma si tratta di una pratica democratica normale, rientrando nell'ambito della propaganda che ogni forza politica pone in essere per raccogliere il maggior numero di voti possibile.

Che si usi da parte del centrosinistra ogni occasione per scientifiche strumentalizzazioni, a volte, ancora peggio, per ribaltare o mistificare i fatti, non è invece assolutamente normale nè accettabile.
Un ultimo esempio eclatante sono state le reazioni di quasi tutti i leader della variegata coalizione, detta Unione, alle parole chiare e non interpretabili pronunciate dal cardinale Camillo Ruini, in apertura del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.
La prolusione del presidente della Cei ha toccato numerosi aspetti delle problematiche sociali e politiche che investono la società italiana, ma se si va all'essenziale, Ruini ha ribadito con estrema lucidità due valori-forza irrinunciabili per la Chiesa cattolica, su cui ha invitato gli elettori a prestare "speciale attenzione" e di usarli come "criterio di orientamento in rapporto ai programmi delle diverse forze politiche": 1) il rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale; 2) il sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio evitando di introdurre normative che comprometterebbero gravemente il valore e la funzione.
Ruini ha altresì definito "segnali senza dubbio preoccupanti" la presentazione ed in alcuni casi l'approvazione in vari Consigli regionali - come nella Puglia di Vendola - di "proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i lori diritti a quelli delle famiglie legittime". Proposte che puntano - ha evidenziato - a essere trasferite al Parlamento nazionale per diventare legge dello Stato italiano.
Nel corso della sua riflessione Ruini, dopo aver parlato anche della difficile contingenza economica del Paese e dopo aver auspicato un dibattito più pacato tra le forze politiche, ha precisato che la Chiesa ovviamente non si schiera, nel senso che non darà indicazioni di voto.
E' bastata quest'ultima affermazione scontata perchè tutto il centrosinistra, con la sola eccezione dei radicali della Rosa nel pugno, aprisse bocca per dar fiato ad un profluvio di dichiarazioni di gioia. "La Chiesa non dà indicazioni politiche di voto, quindi non vota per il centrodestra", questo in sintesi il significato distorto attribuito alle parole di Ruini, che nient'altro è che una strumentalizzazione elettoralistica di un'analisi seria, coerente e per tutto il centrodestra condivisibile.
In altri termini, ancora una volta a sinistra si fa una confusione ed una commistione tra valori e scelte politiche ed ancora peggio si mette in atto il tentativo di far pendere la bilancia dal suo lato.
Appare fin troppo evidente che la Chiesa non si schieri sul terreno della politica lasciando ai contendenti la propaganda e la ricerca dei consensi. La Chiesa invece rimane sulle sue posizioni riconfermando i valori-forza sui cui incentra da sempre la sua missione e il suo ruolo.
Spetta, quindi, alla politica schierarsi o meno a difesa di quei valori enunciati e ribaditi da Ruini.
Ed allora, chi tra le due coalizioni che si contendono il governo del Paese, nel corso del proprio operato e del proprio programma elettorale, ha difeso e si prefigge di farlo in futuro i valori-forza che la Chiesa valuta come irrinunciabili?
La risposta la daranno naturalmente gli italiani il 9 ed il 10 aprile. Che terranno conto se le politiche poste in essere, anche tra mille difficoltà finanziarie ed economiche dovute alla crisi internazionale, dal governo della Casa delle Libertà siano state finalizzate, o no, alla protezione della famiglia e dei suoi diritti sanciti dalla Costituzione che la individua come "società naturale fondata sul matrimonio", quest'ultimo "ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi". E gli elettori terranno conto se nei programmi per il futuro gli stessi valori siano tutelati o se, come previsto in quello dell'Unione, si vuole determinare, anche attraverso il riconoscimento dei cosiddetti diritti delle persone che costituiscono le unioni di fatto (senza distinzioni delle unioni tra uomo e donna e tra omosessuali), un modello e stili di vita e di società alternativi, diversi e confliggenti rispetto a quello propugnato dalla Chiesa e preferito dalla maggioranza del popolo italiano. Gli elettori giudicheranno se il modello "misto", proposto dal centrosinistra ed in particolare dalle forze più radicali ed estreme di quella coalizione, possa compromettere o meno quello fondato sulla famiglia tradizionale e la sua funzione sociale.
Non è, dunque, accettabile che il centrosinistra, per una convenienza elettoralistica, tenti di piegare il messaggio di Ruini e della Chiesa ai propri scopi.
Non si può sostenere, in altre parole, che Ruini e la Chiesa, siccome non si schierano politicamente, possano avallare il progetto di una coalizione che intende porre sullo stesso piano altri valori rispetto ai propri, un'altro schema, un'altra società. Nè vale, come pure qualche illustre politico ha sottolineato, che basterebbe non cadere nelle derive zapateriste, con riferimento all'introduzione nella legislazione spagnola del matrimonio tra omosessuali, per non entrare in conflitto con i valori di cui parla il cardinal Ruini. (da www.destrasenato.it)





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