RAPINA AI DANNI DEI RISPARMIATORI
Data: Thursday, 23 March @ 16:08:43 CET
Argomento: Contatto con il territorio


La riduzione del cuneo fiscale: Tremonti svela i piani dell'Unione

PRODI PREPARA UNA RAPINA
AI DANNI DEI RISPARMIATORI

"Scoperto, il professore cerca ora di correre ai ripari e nega
l'aumento delle tasse ma il suo progetto resta confuso e ambiguo"


SE VINCE Prodi e la sinistra, lo Stato potrebbe violare per la prima volta i patti sottoscritti con i cittadini risparmiatori. Anche chi ha investito i risparmi di una vita, sottoscrivendo un Bot o un Cct o un'altro titolo di Stato che assicura una rendita finanziaria certa, potrebbe subire una vera e propria rapina.   
I Bot e Cct, come è risaputo, sono tassati al 12,5%, ebbene Prodi e compagni, hanno dichiarato che intendono diminuire il costo del lavoro per le imprese (il cosiddetto cuneo fiscale) di 5 punti in un anno, forse persino in tre mesi.
Tale operazione ha un costo di circa 10 miliardi di euro (20 mila miliardi delle vecchie lire). Trovare questa enorme somma nelle casse dello Stato non è naturalmente operazione semplice. Incalzato più volte dai giornalisti, Prodi si è mantenuto sul vago, ma ha sempre confermato che una misura per coprire la diminuzione del costo del lavoro sarà quella di aumentare del 12,5% al 20% circa la tassa sulle rendite finanziarie. Al convegno di Vicenza degli industriali, Prodi si è lasciato però scappare qualche altro particolare sull'incredibile progetto che ha in serbo: "dalle maggiori tasse sulle rendite finanziarie conto di ottenere qualcosa come 2,5 miliardi di euro (5 mila miliardi delle vecchie lire) - ha spiegato - che copriranno in parte la riduzione del cuneo fiscale e lo farò nei primi mesi dell'anno". Una dichiarazione che è stata misconosciuta dai grandi media che lo sostengono per evitare un impatto catastrofico sull'opinione pubblica.
A svelare però i piani del professore, di Bertinotti e compagnia cantante, ci ha pensato il ministro dell'Economia Tremonti lunedì scorso a Porta a Porta. "Come fa Prodi in pochi mesi a introitare nelle casse dello Stato una somma di 2,5 miliardi di euro?", si è chiesto Tremonti. "Lo può fare solo se aumenta le tasse sulle rendite finanziarie in modo retroattivo e per giunta con un decreto legge. Non ci sono altri sistemi - ha osservato Tremonti - per ottenere un risultato certo".
In altri termini, Prodi si accingerebbe ad aumentare l'attuale tassazione di Bot e Cct di circa 8 punti ed applicherebbe tale prelievo alle operazioni già sottoscritte. Come è di tutta evidenza si tratterebbe di una rapina legalizzata attraverso la quale lo Stato violerebbe, peraltro, i patti sottoscritti con i risparmiatori italiani. Qualcosa di molto simile alla manovra attuata da Giuliano Amato durante il suo governo, quando nel 1992 ordinò un prelievo forzoso sui conti correnti e sui libretti di risparmio degli italiani.
Scoperto con le mani nel sacco, Prodi ha ordinato ai suoi esperti economici di correre subito ai ripari e ha dettato alle agenzie di stampa una dichiarazione nella quale afferma che l'Unione non aumenterà le tasse e che non è intenzione della sinistra di modificare la tassazione su Bot e alti titoli di Stato, confermando che sarà applicata un'aliquota inferiore alla media europea su tutte le altre rendite finanziarie.
Oggi, intanto, il giornale della Confindustria, dedica un'intera pagina per tentare di spiegare che l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie non dovrebbe essere retroattiva. Viene, invece, confermato che il nuovo gettito conseguente alla nuova tassa sarebbe di 2,5 miliardi di euro.
A parte che le precisazioni addotte da Prodi e dai suoi esperti sono confuse e non credibili, resta l'arcano di come farà l'ex presidente dell'Iri a far incassare in 3 mesi o giù di lì i 2,5 miliardi di euro. Come resta un mistero dove troverà i restanti 7,5 miliardi per poter diminuire di 5 punti il costo del lavoro.
Gli italiani di destra e di sinistra hanno il diritto di saperlo.


A beneficio dei lettori pubblichiamo il commento di Mario Giordano, notista de Il Giornale apparso sul quotidiano milanese.

Chiedono voti per alzare le tasse. E già questo dovrebbe suonare piuttosto strano. Va beh, siamo un popolo di masochisti: mandiamo la Lecciso a ballare in Tv, Panariello a condurre Sanremo e abbiamo persino sopportato Rosy Bindi alla Sanità.. Avanti così, facciamoci del male: però dovrebbe esserci un limite a tutto. Per esempio: prima di sottoporci a tortura mortale, vorremmo esprimere l'ultimo desiderio. Sapere, per lo meno, di che tortura si tratta. Scusate, ma qui si parla di portafoglio. Roba seria, insomma. E almeno sul portafoglio vorremmo che si parlasse chiaro. Per esempio: è vero che se la sinistra va al governo tasserà. Bot e Cct ? Pare proprio di sì: per recuperare una parte di quei 10 miliardi di euro che serviranno per ridurre il costo del lavoro, Prodi ha già detto che alzerà la tassa sulle rendite finanziarie. Ciò vuol dire che emanerà un decreto legge per cui chi aveva comprato titoli di Stato pensando di versare il 12,5 per cento di imposta, verserà invece il 20 per cento. Come dire: te lo do io un bel Bot (sulla testa).
Badate bene: sono cose che Prodi dice pubblicamente, seppur nascondendole sotto una.melassa di incomprensibili gorgoglii. Eppure quando il ministro Tremonti l'ha spiegato a tutti con traduzione simultanea dal mortadellese all'italiano, dalle tribunette dell'Unione si sono levate sentite proteste. Come se il problema non fosse chi mette nel programma ma una tassa sui risparmi, ma chi lo dice. Perfetta ipocrisia da sagrestano: l'importante non è fare le porcate. L'importante è non farlo sapere a nessuno.
Ora però siccome il diavolo fa le pentole, ma Fassino è troppo alto per starci dentro, ecco che il segretario dei Ds confessa candidamente a un giornale svizzero che «sulle rendite finanziarie serve un'aliquota unica». E dunque, di fatto, che Tremonti ha ragione: la tassa sui Bot e sui Cct non potrà essere inferiore e dunque dovrà essere alzata. L'hanno avvertito Rutelli, che nel frattempo si scandalizza?
PerchÈ il problema è tutto qui: ci sono temi su cui si può cercare di gettare fumo negli occhi altrui per confondere e salvarsi in calcio d'angolo. Ma sull'economia non si può: i risparmiatori che hanno firmato un contratto con lo Stato per acquistare titoli del debito pubblico, hanno accettato perchÈ è stato detto loro che pagavano il 12,5 per cento di tasse. Se l'Unione pensa di alzare quell'imposta lo deve dire. Non si scherza sui risparmi di una vita.
E allo stesso modo l'Unione deve dire se la riduzione del cuneo fiscale andrà a vantaggio per metà dei lavoratori e per metà delle aziende, come dice Prodi; o per due terzi ai lavoratori come dice Bertinotti; o interamente ai lavoratori come dice Diliberto. Deve dire se reintrodurrà la tassa di successione, per quali redditi. E in che modo aumenterà la tassa sulle nostre case, attraverso la revisione degli estimi catastali.
Deve dirlo perchÈ sui temi economici l'incertezza non è solo inopportuna: è devastante. Infatti i capitali, nel timore di una vittoria del centrosinistra stanno già fuggendo all'estero. E sono movimenti reali, concreti e velenosi, mica le gite fuori porta minacciate da Umberto Eco.
E allora perchÈ quelli dell'Unione tacciono? PerchÈ mentono? I casi sono due: o non riescono a mettersi d'accordo su nulla o si sono messi d'accordo nel prepararci una batosta anche peggiore di quella che immaginiamo. In entrambi i casi, economicamente parlando, è un disastro: Sventolano le bandiere rosse, vedono nero e vogliono ridurci al verde. Se vincono, insomma, dobbiamo aspettarcene di tutti i colori. E a questo punto, allora, cromaticamente parlando, come si fa a non avere la tentazione di mandarli in bianco?


ilGiornale.it n. 69 del 23/03/2006


CAPITALI IN FUGA DALL’UNIONE


La sinistra deve vincere per forza: così spiegano flautati opinionisti, scalmanati scarpari, algidi banchieri arruolati nelle file della cosiddetta Unione. E se la vittoria della sinistra è moralmente giustificata, allora ogni mezzo è lecito: dagli squadristi di Genova alla schifezza della par condicio che impedisce di comprare spot televisivi, alterando i rapporti di forza tra uno schieramento che ha sindacati, grande stampa e piccolo establishment, e un altro che conta essenzialmente sulle performance di Silvio Berlusconi. Quando un po' di base confindustriale, poi, protesta per con i suoi vertici, arriva Andrea Pininfarina e tratta il malumore di tanti industriali come la nomenklatura dei Paesi socialisti faceva con il dissenso: una provocazione degli imperialisti, in questo caso berlusconiani. Ieri, infine, Romano Prodi è arrivato a dire come le contestazioni che centrodestra e giornali «non allineati» muovono al suo programma di portare tutte le aliquote sulle rendite fi nanziarie a una stessa soglia del 20 per cento, siano «una turbativa di mercato». Lo stile sovietico di Prodi e dei suoi amici appare con nettezza: secondo il leader dell'Unione dovrebbe arrivare la Consob a far arrestare quelli del centrodestra che contestano le sue proposte. AlÈ. Avanti con lo stile alla Lukashenko, dittatore di Bielorussia.Prodi dice, adesso, solo adesso, che non vuole toccare i Bot e i Cct correnti: un risultato la campagna del centrodestra l'avrebbe portato a casa. Anche se fidarsi della sinistra è un vero azzardo. Ma è ragionevole aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie del risparmio gestito, cioè sugli investimenti del cinquanta per cento delle famiglie italiane? E sarebbe ragionevole lo scambio di questo massacro dei risparmi con la minore tassazione dei conti correnti? Le famiglie hanno investito sul risparmio gestito anche per sottrarsi al rischio di un prelievo diretto sui conti correnti, come quello di Amato del '92. Ora, sistemato quel

fronte, ci si rivolge all'altro. Probabilmente anche per fare un favore alle grandi banche che nelle proprietà della cosiddetta stampa indipendente, danno il loro bell'appoggio.Prodi denuncia il centrodestra perchÈ creerebbe panico. In realtà i partiti dell'attuale maggioranza hanno dormito fin troppo su questi temi e sono stati svegliati solo da Giulio Tremonti nei giorni scorsi. Tra gli operatori finanziari, prima che tra i politici, è circolato l'allarme per proposte come quelle dell'Unione che provocano dalla vera e propria fuga di capitali all'estero alla tentazione di vendere tumultuosamente i titoli che negli ultimi tre anni hanno realizzato plusvalenze, per usufruire dell'aliquota del 12,5% fino a che è possibile.Finora il massiccio spostamento in Lussemburgo del denaro degli investitori italiani avvantaggiava solo le società di gestione, meno tassate in quei Paesi. Ora è un interesse anche degli investitori che anzichÈ pagare giorno per giorno l'imposta del 20% sui

fondi comuni italiani, possono con i fondi lussemburghesi rinviare la tassazione al momento del disinvestimento.Quelli che lo possono, si apprestano a rinviare i disinvestimenti per almeno cinque anni, quando il centrodestra tornerà a vincere contro i dracula del fisco. Ci sarebbe un'alternativa: non far governare la sinistra questi prossimi cinque anni. Darle ancora un po' di tempo per considerare come l'economia sia un corpo vivo, che va curato, anche in momenti di difficoltà come l'attuale, senza medicine da cavalli. Il centrodestra in cinque anni, ha abbassato (troppo poco) le tasse anche in mezzo alla tempesta.







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