IL MATERIALISMO COMUNISTA
Data: Sunday, 26 March @ 17:43:27 CEST
Argomento: Contatto con il territorio


Vi proponiamo due scritti uno contro il materialismo-comunista (che fa vedere come oggi gli effetti ed obiettivi non sono scomparsi) e l'altro su la società del materialista-relativista pre-vista da Pasolini 30 anni fa (anche se era "comunista", anche se cacciato dal suo partito perchÈ gay, alcune cose le ha viste in anticipo).

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“…Questa dottrina insegna che c’è una sola realtà, la materia, con le sue forze cieche, la quale evolvendosi diventa pianta, animale, uomo. Anche la società umana non è altro che un’apparenza e una forma della materia che si evolve nel detto modo, e per ineluttabile necessità tende, in un perpetuo conflitto di forze, verso la sintesi finale: una società senza classi. In tale dottrina, com’è evidente, non vi è posto per l’idea di Dio, non esiste differenza fra spirito e materia, nÈ tra l’anima e il corpo; non si dà sopravvivenza dell’anima dopo la morte, e quindi nessuna speranza in un’altra vita…Inoltre, il comunismo spoglia l’uomo della sua libertà, principio spirituale della sua condotta morale, toglie ogni dignità alla persona umana e ogni ritegno morale contro l’assalto degli stimoli ciechi. All’individuo non è riconosciuto, di fronte alla collettività alcun diritto naturale della personalità umana, essendo essa, nel comunismo, semplice ruota e ingranaggio del sistema; nelle relazioni poi degli uomini fra loro è sostenuto il principio dell’assoluta uguaglianza, rinnegando ogni gerarchia e ogni autorità che sia stabilita da Dio, compresa quella dei genitori; ma tutto ciò che tra gli uomini esiste della cosiddetta autorità e subordinazione, tutto deriva dalla collettività da primo e unica fonte. NÈ viene accordato agli individui diritto alcuno di proprietà sui beni di natura e sui mezzi di produzione, poichÈ, essendo essi sorgente di altri beni, il loro possesso condurrebbe al potere di un uomo sull’altro…Una tale dottrina, rifiutando alla vita umana ogni carattere sacro e spirituale, naturalmente fa del matrimonio e della famiglia un’istituzione puramente artificiale e civile, ossia il frutto di un determinato sistema economico; viene rinnegata l’esistenza di un vincolo matrimoniale di natura giuridico-morale che sia sottratto al beneplacito dei singoli e della collettività, e, conseguentemente, l’indissolubilità di esso. In particolare per il comunismo  non esiste alcun legame della donna con la famiglia e con la casa. Esso, proclamando il principio dell’emancipazione della donna, la ritira dalla vita domestica e dalla cura dei figli per trascinarla nella vita pubblica e nella produzione collettiva nella stessa misura che l’uomo, devolvendo alla collettività la cura del focolare e della prole. E’ negato infine ai genitori il diritto di educazione, essendo questo principio concepito come un diritto esclusivo della comunità; i genitori posso esercitarlo soltanto in suo nome e per suo mandato. Che cosa sarebbe dunque la società umana, basata soltanto su questi fondamentali materialistici? Sarebbe una società senz’altra gerarchia che quella del sistema economico.  Essa avrebbe come unica missione la produzione dei beni per mezzo del lavoro collettivo e per fine il godimento dei beni della terra in un paradiso nel quale ciascuno “darebbe secondo le sue forze e riceverebbe secondo i suoi bisogni”.
 
Enciclica “Divini Redemptoris” di Pio XI – Vaticano 19 marzo 1937
 
 
Da questo punto di vista le prospetive del Capitale appaiono rosee.
I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perchè attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d'uomo: ma l'umanità stessa.
Va aggiunto che il consumismo può creare dei "rapporti sociali" immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo); sia, com'è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica, un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioÈ, dei diritti civili.
 
Pier Paolo Pasolini "Lettere Luterane", 1976, Einaudi, Torino.

 





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