TELECOM:IL PREMIER NE TRAGGA LE CONSEGUENZE
Data: Friday, 29 September @ 18:47:59 CEST
Argomento: Contatto con il territorio


Alla Camera il premier non chiarisce nulla su Telecom

FINI, IL PREMIER NE
TRAGGA LE CONSEGUENZE

"Prodi sapeva e agiva. Agiva per organizzare scalate
finanziarie e portare Telecom sotto il controllo pubblico"



La "storia professionale" di Romano Prodi non è stata sconfessata, nemmeno stavolta: nel suo intervento alla Camera, il presidente del Consiglio non ha fatto chiarezza sul proprio comportamento in relazione al caso Telecom e ha preferito lanciarsi in una sorta di lectio magistralis sugli aspetti tecnici, economici e finanziari della privatizzazione.  Una giornata che sarà consegnata alla cronaca, insomma, solo per un nuovo tormentone: il premier ha infatti negato di avere interesse ad instaurare una politica neo-dirigista, poiché questo per lui "sarebbe sconfessare parte della mia storia professionale". L'affermazione ha suscitato le vibranti proteste del centrodestra, che sono via via aumentate allorché Prodi pretendeva di ricominciare il suo discorso dalla solenne affermazione di cui sopra; per ben otto volte la scena si ripete, e il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, decide di sospendere la seduta.
Quando, dopo quaranta minuti e una conferenza dei capigruppo, Prodi riprende il suo discorso, esso prosegue in una lunga quanto farraginosa esposizione di quello che le privatizzazioni sarebbero dovute essere e non sono state, nel nostro Paese.
Del tanto auspicato chiarimento, insomma, neppure l'ombra.
Tocca all'opposizione fare chiarezza: Gianfranco Fini ha detto che "il governo ha creato problemi seri a un'azienda privata quotata in borsa, con decine di migliaia di dipendenti. Prodi continua a ritenere che Palazzo Chigi una banca d'affari è innegabile. L'intervento di oggi del premier - ha proseguito il leader di An - non ha fugato, ma anzi rafforzato il dubbio che il presidente del Consiglio non ha abbia detto la verità. Se ne traggano le dovute conseguenze. Le bugie di Prodi sono state clamorose. Prodi non è credibile quando dice che non sapeva. Sapeva e agiva - ha concluso Fini - e contemporaneamente mentiva".
Ripercorrendo alcune tappe della vicenda Telecom, Fini ha dimostrato le contraddizioni in cui è caduto Prodi e l'inquietante interesse di alcune grandi banche sul gruppo delle telecomunicazioni.
"Sono rimasto senza parole - ha commentato il leader della Cdl, Silvio Berlusconi - perché non c'è stato nessun chiarimento né nei confronti della sua maggioranza, né nei confronti dell'opposizione e tanto meno nei confronti del Paese. Quindi preferisco non parlare per carità di Patria".
Giulio Tremonti, vicepresidente di Forza Italia, ha osservato che "la reale vocazione del premier è sempre stata quella del mediatore d'affari. Quando il presidente del Consiglio parla in Parlamento deve dire la verità. Prodi oggi ha mentito, all'Aula ed al Paese. E ancora: quello del premier Romano Prodi nel caso Telecom non è stato un errore economico, ma politico - ha concluso Tremonti - perché ha cercato di tenere fuori dall'affare un pezzo di maggioranza, ed in particolare i Ds".
Secondo Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, "il premier non può limitarsi ad affermazioni retoriche, ma svelare tutti gli scenari della sventata intromissione dell'esecutivo in Telecom, a partire dal piano industriale che è stato recapitato all'ex presidente dell'azienda, Marco Tronchetti Provera, su carta intestata di Palazzo Chigi".





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